Volontariato all’estero, da Mirabella Imbaccari a Kandy. Due mesi e mezzo in Sri Lanka con l’associazione Servizio Civile Internazionale.

Da anni sono attivista e referente in Sicilia di un’associazione di volontariato che si chiama SCI-Servizio Civile Internazionale, una ong riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e membro consultivo dell’Unesco e del Consiglio d’Europa. Presente in più di 80 paesi con 43 branche e gruppi, SCI è un movimento laico di volontariato che da 100 anni promuove attività e campi di volontariato sui temi della pace e del disarmo, dell’obiezione di coscienza, dei diritti umani e della solidarietà internazionale, degli stili di vita sostenibili, dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva. SCI Italia invia ogni anno circa 400 volontari italiani nel mondo e organizza circa 30 campi di volontariato all’anno in Italia che ospitano più di 300 volontari internazionali; da diversi anni organizzazione di invio e accoglienza SVE (Servizio Volontario Europeo), realizza annualmente diversi progetti Youth in Action (Gioventù in Azione) e invia volontari LTV (Long Term Volunteer – volontari a lungo termine) in Europa e nel mondo.

A Pasqua 2019 fui colpito dalla notizia degli attentati in Sri Lanka, così pensai di fare un’esperienza di volontariato nel paese asiatico perché sapevo che la mia associazione lavora lì con buoni risultati. Tra i progetti proposti trovai interessante quello di Daya Nivasa (casa dell’amore) a Kandy, un istituto gestito dalle suore di Madre Teresa che accoglie circa 60 bambini abbandonati e adulti disabili (indirettamente questa scelta mi fu suggerita da Rossella di Caltagirone, una persona speciale).

Decisi di andare per 2 mesi e mezzo e sono partito il 3 novembre. Mi aspettavo di insegnare inglese ai bambini ma la situazione fu ben diversa perché la maggior parte dei bambini sono malati, così mi sono trovato una ventina di giovani adulti con disabilità fisica e mentale e 6 bambini che non sanno leggere e scrivere. L’attività di volontariato si riduceva ad attività manuali (disegno soprattutto, da farsi solo la mattina insieme a 4 signore volontarie del posto) e all’aiuto nel far mangiare molti disabili che non avevano l’uso degli arti. Essendo vicino il Natale proposi la realizzazione di un presepe di cartone colorato ma non si riuscì perché molti giorni furono dedicati alle prove dello spettacolo di Natale, un momento importante che serve a ringraziare i benefattori delle missionarie della carità.

Oltre me c’era un volontario proveniente da Papua Nuova Guinea, mentre a Gennaio sono arrivati per qualche settimana giovani da Australia e Belgio che fanno esperienze di volontariato in India e Sri Lanka attraverso associazioni laiche o cristiane. Poco prima di partire ho partecipato al matrimonio di una persona che lavora con le suore – ho incontrato nell’istituto tante persone con storie diverse – e sono arrivate un’insegnante dall’Ungheria che ha preso il mio posto e una signora dalla Francia per sole 2 settimane in visita (aveva trascorso un periodo di 6 mesi l’anno prima), mentre un giovane dal Giappone per un mese ha insegnato inglese ai ragazzi di Mutur, località nel nord est dove Sci Sri Lanka ha un centro per la pace.

Novembre e Dicembre è il periodo della stagione delle pioggie, per cui ha piovuto spesso e sono stato costretto a stare in casa nel pomeriggio. Kandy è la capitale culturale dell’isola dove sono presenti le 4 religioni (buddista, induista, musulmana e cristiana) e io mi trovavo nell’area a maggioranza buddista. Ogni giorno percorrevo a piedi 3 km per raggiungere l’istituto ed è stato un piacere conoscere i monaci buddisti che incontravo sempre nel tempio vicino alla sede nazionale dell’associazione che mi ospitava. Avevo una piccola camera con bagno e la volontaria Krishanti era la persona a cui dovevo fare riferimento per ogni cosa, insieme a Raju e Sriya che lavorano in ufficio.

Vivere all’interno dell’associazione è stato interessante perché ho partecipato alle loro attività (riunioni per la programmazione di eventi per il centenario del Sci, un seminario nel nord est del Paese con insegnanti e dirigenti scolastici per organizzare attività di educazione ambientale nelle scuole, un minicampo di 3 giorni in un villaggio vicino per sensibilizzare bambini e adulti alla salvaguardia dell’ambiente, dove abbiamo pulito l’area intorno a una scuola diretta da un monaco buddista).

La buona cucina speziata non è un problema per chi è meridionale, la frutta tropicale è un piacere per il palato e l’ottimo tè è la bevanda quotidiana (l’unica ‘stranezza’ sono stati gli incontri innocui con gli animali come grossi ragni, un istrice, un serpente e le scimmie). Ovviamente non ho avvertito lo spirito del Natale perché in Sri Lanka significa solo consumismo, con la figura di Babbo Natale dappertutto…purtroppo ho potuto verificare cosa significa essere povero in un contesto socioeconomico che crea forti disparità (e le suore di Madre Teresa aiutano anche tante famiglie della città con donazioni di cibo e altro materiale per i bimbi).

Poco prima di ritornare visitai alcuni siti Unesco di grande importanza e fascino (Anaradhapura, Polonnaruwa, Mihintale, Dambulla e Sigiriya), dove i monumenti archeologici ti raccontano l’arrivo di buddismo e induismo dall’India che è la matrice culturale di riferimento per lo Sri Lanka.

Consiglio sempre a tutti di fare un’esperienza di volontariato perché ti apre il cuore e la mente, non è un problema economico perché andare in molti Paesi non costa molto, occorre sempre quell’interesse che ti porta a creare un dialogo con l’altro diverso da te perché da ogni persona si impara sempre qualcosa.

Per l’estate 2021 spero di riuscire a organizzare qualche campo di volontariato nel territorio (Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Aidone) insieme agli amici delle associazioni locali: fare simili esperienze è molto importante per la crescita dei nostri ragazzi come cittadini del mondo.

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