Pane fatto in casa, quando si pregava prima di infornarlo: leggi la preghiera. Antico rituale nelle case delle nostre nonne simbolo di religiosità naturale.

Sicilia. Anticamente il pane era un bene essenziale e a dir poco importante, ma la realtà economica del dopo guerra non permetteva di averlo fresco e caldo ogni giorno. Le nostre nonne si prodigavano a fare il pane in quantità per soddisfare il fabbisogno familiare per circa una settimana. Certamente la qualità era ottima anche perchè gli ingredienti erano del tutto genuini e naturali e il pane durava anche giorni. Il metodo di conservazione semplice diventava un passaggio essenziale per la durata del pane. A questo molti ci raccontano che prima di infornare il pane nei tipici forni a legna situati all’interno delle case di tutti, le loro mamme e le loro nonne erano soliti recitare una preghiera affinchè il buon Dio potesse far si che il pane uscisse dal forno buono di sapore e bello nella sua forma.

Un esempio tipico di religiosità naturale che ha cresciuto parecchi dei nostri genitori, e che oggi si è perso. la cosa più importante era la grande tradizione familiare che oggi si è perduto, colpiti dalla grande frenesia del mondo.

San Crimenti,
‘mpudda nenti!

Al secondo:

Santa Zita,
bianca e russa la muddica!

E così via fino ad infornare l’ultimo pane:

Sant’Onuratu,
né àimu, né passatu!
Santa Catarina,
lu pani comu chiddu d’à riggina!
San Cristòfulu,
chistu pani comu un jalòfuru!
San Micheli,
mittici l’anca cu tuttu lu peri!
San Bortulumiu,
chistu pani quantu un munnìu!
San Mattia,
chistu pani dù munnìa!
Santu Vitu,
chistu pani quantu un maritu!

 

SEGUICI SU -> Facebook: PrometeoNews

CI TROVI ANCHE SU -> Twitter: @PrometeoNews  E SU  -> Instagram @prometeonews_it

E SU  -> Linkedin Prometeonews

Foto articolo: Immagine di repertorio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.